LIBERI… lo siamo davvero?

Libertà“: è una bellissima parola, e un tempo racchiudeva il senso della nostra vita.

Oggi viviamo in un mondo dove questa parola viene utilizzata nei modi più disparati. La sentiamo sbandierata ai quattro venti ogni santo giorno, che sembra quasi avvolgerci, abbracciarci, e ci spinge a credere nella mera illusione che sia una condizione reale. Ma questa condizione di illusione si dissolve piuttosto in fretta e appena mettiamo il piede fuori dalla porta di casa il nostro “IO” comincia a porsi una semplice domanda: “Ma in realtà, che cosa ne sappiamo noi della libertà?”.

government property

Così, come per eseguire un programma di controllo interiore, Iniziamo a fare un’attenta analisi della nostra vita, setacciando ogni singolo momento di quel che si è vissuto e trovare una degna risposta da dare a noi stessi.

Ma tutto quello che riusciremo a trovare è la consapevolezza di vivere una vita già scritta da mani estranee.

Nasciamo e facciamo subito conoscenza con un sistema di controllo meticoloso, dove i divieti sono i padroni assoluti. Il nostro viaggio segue di pari passo la nostra crescita e prosegue lentamente tra miriadi di regole comportamentali, religiose, politiche, sessuali e tutto un’insieme di “questo lo puoi fare e questo invece no!”, e dove gli altri (compresi i nostri genitori) hanno già deciso a tavolino il nostro futuro.

abbandonoChi è meno fortunato non farà nemmeno in tempo ad accarezzare la dolcezza della propria nascita, perché verrà catapultato violentemente all’interno di un mondo che non gli concederà il lusso di vivere lo status di bambino. Non gli verrà concesso il tempo di scorrazzare insieme ai suoi coetanei, di gioire per una carezza, di assaporare il calore di un abbraccio, ma si ritroverà ad affrontare le incognite della vita come se fosse nato già adulto, e spesso, nella consapevolezza di non avere colpa per il fatto di essere nato, guardando gli altri si chiederà: “quando finirà tutto questo?” e cercherà di trovare finalmente un po’ di pace da quella condizione di invisibilità, da quella punizione scelta da un destino che lo vuole schiavo in un mondo corrotto e burocrate dove le chance di migliorare la propria sorte sono assai limitate e già pre-assegnate. Un nero destino che sembra essere l’unico che riesca a divertirsi in tutto questo caos.

agiatoI più fortunati cresceranno tra l’agiatezza delle coltri familiari, dove non mancheranno le catene educative, ma almeno potranno ritardare (o addirittura evitare) l’incontro con la dura realtà della vita comune e si affrancheranno da quelle poche fatiche, adagiando i propri corpi tra le calde coltri del potere trasmessogli per eredità endovenosa.

Chi invece si trova in una condizione di pura neutralità, non potrà fare a meno di convivere con quel senso d’incertezza (del proprio futuro) che l’accompagnerà, mano nella mano, per tutta la vita. Per molti anni assaggerà le polveri di un vecchio e obsoleto metodo d’istruzione (che si vanta di essere ciò che serve per essere preparati ad affrontare la vita al meglio delle proprie capacità), inconsapevole di essere costantemente sotto esame, da parte di gente appartenente al sistema, e soggetto ad un giudizio che segnerà per sempre il suo cammino nel mondo del lavoro.

schiavoUn mondo, che in mancanza dei giusti agganci, potrebbe prendere la forma di una meta irraggiungibile per il resto della vita, oppure, se sarà molto fortunato e gli verrà concesso l’onore di varcarne la soglia, dove dovrà cercare di sopravvivere districandosi nella fitta giungla degli iter burocratici, difendendosi anche dalle invidie dei propri simili, che cercheranno di togliergli tutto quello che avrà conquistato con fatica, nel momento in cui farà l’errore di auto-convincersi di averne l’esclusivo diritto.

Per molti, dovremmo considerarci fortunati perché facciamo parte di una società che si prende cura di noi e ci permette di respirare liberamente senza dover pagare alcun obolo.

Ma come possiamo vivere allegramente in una società, fatta di persone come noi, che tenta di proibire ai propri figli ogni forma di libero pensiero?

Viviamo in una società corrotta dal denaro e dalla sete di potere, che nonostante sia consapevole del fatto, che per sollevare un polverone tale da non riuscire a vedere ad un metro di distanza, basterebbero un paio di voci fuori dal coro, non fa altro che alzare barricate protettive a difesa del suo sistema fallato che ancora oggi ci governa nel tentativo di renderci tutti schiavi. Una società che ci tiene in catene con il terrore, che tiene le redini di tutti noi e ci muove come tante marionette senza vita, che ha già deciso chi deve vivere nell’agiatezza e chi invece è di troppo, e che invece di pensare al modo di modificare il corso delle cose e rendere il tutto più vivibile anche per quelli che verranno dopo di noi, non fa altro che pensare egoisticamente a come poter difendere il proprio quieto vivere.

puppet_masterUn idea del quieto vivere, che per la maggior parte degli esseri umani si racchiude in un unico giorno della settimana, quattro giorni al mese, quarantotto giorni l’anno e che serviranno per poter trovare un partner per la vita, creare una famiglia e dare inizio a un altro giro di giostra. Una giostra che ha tutto l’aspetto di una lotteria, dove verrà deciso chi sarà il padrone e chi invece lo schiavo, ma in fondo, schiavi lo siamo tutti!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...