OGM Monsanto, o meglio dire: “O My God!”?

Da dove proviene il cibo che portiamo in tavola?
Chi non si è mai posto questa domanda, alzi la mano.Tutti noi abbiamo il diritto di saperne di più su chi gestisce la produzione alimentare e da dove proviene ciò che mangiamo. La varietà di prodotti che possiamo trovare nei supermercati sono soltanto un’illusione per i nostri occhi, perché le aziende produttive sono poche, le colture limitate e gran parte del cibo industriale è il risultato di un abile manipolazione del mais.

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Alla fine dell’800 un agricoltore poteva produrre cibo per 6 o 7 persone, ma grazie alle nuove tecnologie oggi può sfamare 126 individui. Col tempo il settore agricolo è cambiato radicalmente, ma soltanto chi vive o ha vissuto a stretto contatto con gli agricoltori può accorgersi del cambiamento. Da sempre i contadini conservano le sementi migliori per piantarle l’anno successivo ed è così che sono state selezionate diverse varietà come il mais, che da specie erbacea inutile è diventata una pianta molto produttiva. Il fatto che un’azienda possa vantare diritti su una varietà coltivata è invece una novità. Negli anni ’80 la corte suprema americana ha riconosciuto il diritto di brevettare i prodotti biologici e in molti hanno tentato di avere l’esclusiva su un bene preziosissimo: i raccolti.

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La Monsanto è un’ azienda chimica che inizialmente produceva il ddt e l’agente arancione usato in vietnam, poi ha inventato un nuovo disserbante il “Roundup” ed in seguito ha inventato i semi di soia geneticamente modificati che resistevano al Roundup, così se un campo veniva cosparso di erbicida le piante infestanti morivano, mentre la soia no. Nel 1996, anno in cui la Monsanto iniziò a vendere i semi “Roundup Ready”, solo il 2% dei semi di soia piantati negli USA conteneva il gene da loro brevettato. Nel 2008, oltre il 90% dei semi di soia conteneva il gene brevettato dalla Monsanto. In quel periodo cominciarono a comparire i primi divieti di conservazione delle sementi, arrecando un serio danno ai contadini locali. Eppure in soli 10 anni i coltivatori sono passati dal rifiuto di non conservare le sementi, all’accettazione del fatto.

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A giustificare questo strano cambiamento di rotta, sembrerebbe sia stato il fatto che la Monsanto si serviva di un gruppo di circa 75 investigatori privati per osservare gli agricoltori e verificare le chiamate giunte ad un numero verde creato per l’occasione, attraverso il quale era possibile accusare un agricoltore di possedere sementi proprie e, se questo fosse stato accertato, il contadino sarebbe stato perseguitato legalmente per violazione di brevetto.

“Verso le 19:30 due uomini entravano nella mia proprietà mostrandomi una tessera nera. Non mi dissero di essere della Monsanto, affermarono che una loro squadra di vigilanza mi aveva visto ripulire i semi. Ero costretto ad alzarmi alle 3 o alle 4 del mattino per evitare che gli investigatori mi inseguissero. Avevano l’aspetto di ex-militari o ex-poliziotti, erano ben piazzati e incuotevano timore. Non so se avessero realmente una squadra di vigilanza o se mi avesse denunciato il mio vicino, ma quando mi voltai per rientrare in casa uno di loro mi disse: è colpevole!” (testimonianza)

Morris Parr (Pulitore di semi), utilizzava un macchinario inventato nel 1800, con il quale si recava da quei pochi agricoltori che ancora resistevano alla Monsanto per ripulire dalle scorie i loro semi per poterli conservare e riutilizzare l’anno successivo, ma la Monsanto gli fece causa per aver incoraggiato i contadini ad utilizzare le sementi non OGM. Al processo, i legali della Monsanto, si presentarono con gli elenchi di tutti i suoi movimenti bancari e assegni incassati nei dieci anni precedenti, dimostrandogli la loro potenza e spingendolo ad arrendersi quattro mesi dopo, per il fatto di non poter più sostenere le spese legali.

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Quando la Monsanto mise in commercio i propri semi di soia, molti agricoltori avevano deciso di non acquistarli, poiché ottenevano già ottimi raccolti con i semi tradizionali e non volevano cambiare le loro abitudini, ma i loro campi sono stati ugualmente contaminati dal seme modificato grazie alle polveri che trasportavano il polline dei campi coltivati con OGM che erano presenti nelle loro dirette vicinanze. Se la Monsanto rilevava una contaminazione, l’agricoltore doveva poter provare di non aver violato il brevetto o sarebbe nata una controversia legale.

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Una volta negli USA erano gli istituti agrari a selezionare le sementi pubbliche, selezionavano molte specie vegetali, ma oggi la Monsanto (paragonata alla Microsoft) può imporre diritti sui prodotti alimentari, facendo diventare le sementi pubbliche un mero ricordo e vere rarità. Chi ancora oggi coltiva i propri campi con prodotti naturali e selezionati dallo stato, si troverà presto a non aver altra scelta e dovrà acquistare le sementi OGM della Monsanto, che tra l’altro possiede una lista nera degli agricoltori non autorizzati perché in causa con la società o ancora restii ad abbandonare le vecchie abitudini. Hanno rovinano gli agricoltori attraverso cause legali per inadempienza contrattuale e violazione di brevetto, con lo scopo di incuotere terrore nella categoria e spingerli ad utilizzare i loro prodotti, forti del fatto che le cause sfiorano cifre a sei zeri e che per un agricoltore non è facile contrapporsi alla forza di una multinazionale finanziariamente ben equipaggiata.

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Tale Multinazionale esercita una vigilanza alla quale non è facile sottrarsi e se si vuole impiantare un’attività agricola, non si può fare a meno di allearsi con l’azienda che possiede la proprietà esclusiva delle sementi e che controlla il prodotto alimentare dal seme al supermercato, vantando collegamenti importanti con chi dovrebbe controllare il settore agricolo e con la stessa amministrazione americana a partire dai tempi di Bush e Clinton. Il governo degli USA è stato tenuto in pugno per oltre 25 anni dalle industrie che avrebbe dovuto controllare e alcuni manager dell’industria alimentare (facenti già parte della Monsanto) sono stati chiamati a dettare le “Buone Regole” e hanno reso legale il predominio della Monsanto. Un grande potere utilizzato contro chi produce le risorse per i cittadini, ed esercitato contro gli stessi consumatori tenuti all’oscuro di ciò che mangiano, sulla provenienza dei cibi che portano in tavola, e degli stessi effetti che tali prodotti hanno sulla salute.

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Di fatto, i fast food si sono sempre opposti all’etichettatura dei loro prodotti in vendita e all’esposizione delle calorie e grassi trans in essi contenuti. I produttori di carni sono riusciti per anni a non segnalare la provenienza delle proprie bestie, mentre e le industrie hanno lottato per non etichettare i propri prodotti OGM. Oggi circa il 70% dei prodotti trattati contiene OGM, ma conoscere il contenuto degli alimenti è un nostro diritto ed i consumatori devono battersi perché questo sia sempre rispettato. Non solo le aziende non vogliono che si sappia cosa c’è dentro il cibo, ma sono riusciti a rendere illecita la critica ai loro prodotti, seppure risultino dannosi ed abbiano arrecato danni, come hanno sperimentato personalmente alcuni personaggi televisivi come ad esempio Oprah Winfrey, la quale è stata denunciata e citata in tribunale dagli allevatori di bestiame del Texas, per denigrazione e mancato guadagno. Fortunatamente, dopo sei anni e un milione di dollari di spese legali, Oprah vinse la causa. In Colorado, chi viene condannato per la diffamazione di prodotti alimentari rischia la prigione. Inoltre sono state implementate le cosiddette leggi “Cheesburger” che rendono difficoltoso poter citare in giudizio i produttori.

l'uomo che ha battuto monsanto

Il sistema non è inattaccabile e fortunatamente ogni giorno succede qualcosa che fa aprire gli occhi dei consumatori e li spinge a scegliere prodotti più sani. Purtroppo il poco denaro disponibile obbliga molta gente a doversi piegare alle leggi del mercato e la Monsanto è arrivata anche da noi, ma si spera che le cose possano cambiare in fretta e che la gente prenda coscienza, nonostante tale fenomeno abbia posato pesanti radici nel nostro paese.

prima trebbiatura del mais ogm italia

Dal sito della Monsanto Italia: “La popolazione mondiale cresce costantemente, 200.000 persone al giorno. Le risorse naturali, inclusa la terra per coltivare e l’acqua sono invece limitate. Il cambiamento climatico rende la sfida ancora più grande. Per essere sostenibili, gli agricoltori devono produrre più cibo, di miglior qualità e accessibile a tutti, con meno terra, meno energia, acqua, rifiuti e con più sicurezza. Monsanto supporta gli agricoltori a vincere questa sfida con un miglioramento genetico più intelligente e con una produzione di seme efficiente e di alta qualità. Questa pagina mostra come, prendendo ad esempio il mais.” Monsanto Italia

Il 12 Ottobre 2013 c’è stato il primo raccolto di mais OGM in italia.

Consiglio al lettore di investire un po’ del proprio tempo per ricercare e visionare il video intitolato “Food Inc.”, dal quale è tratto questo articolo, e prendere consapevolezza di quello che avrebbe già dovuto sapere tramite i normali mezzi di diffusione ed investigare sulla correttezza di quanto esposto. Questi fatti sono stati espressi così come conosciuti dall’autore attraverso il web e riviste specializzate.

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