Dimenticati, Circondati, Barattati!

Sono forse le parole più adatte a descrivere lo stato di tristezza, attraversato dai cittadini di quello che un tempo ormai remoto, era uno dei paesi più belli del mondo. Oggi ci si sente circondati dall’indifferenza e dall’anarchia che regna nel paese, sempre più sovrana e incontrastata, e che se ne frega altamente di tutte quelle regole scritte nel corso degli anni, che hanno dato ai cittadini l’illusione di appartenere a qualcosa che meritasse rispetto. Da una parte c’è uno Stato che non riconosce più i propri figli, che li bombarda di tasse create ad hoc per azzerare ogni tentativo di difesa ed ogni forma di sostentamento, affinché dichiarino la resa incondizionata; dall’altra ci sono migliaia di stranieri giunti dai posti più disparati, che al grido di “Aiuto Umanitario” stanno affollando le nostre città.

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In altri tempi si sarebbe parlato di “Invasione”, oggi si parla di “Assistenza”. Una parola pesante, visti i tempi magri, e che nasconde l’incapacità di sottrarsi a regole che non ci appartengono, ma alle quali dobbiamo sottostare per il bene placido della comunità. Come possiamo aiutare questa gente, se non siamo in grado di aiutare noi stessi? Continuiamo a togliere ogni speranza ai nostri figli, per garantire un futuro roseo a chi varca i nostri confini, sotto la protezione della bandiera bianca, ma dimenticandoci il famoso detto: “In tutto ci vuole misura”. E’ chiaro che bisogna prestare soccorso a chi si trova in difficoltà, ma cos’è che ci rende incapaci di comprendere che siamo ad un passo dal baratro, e che questa bomba “Umanitaria” sta per scoppiarci tra le mani?

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Basta guardarsi intorno, per constatare il crollo economico di questo Paese, e rendersi conto della svendita scellerata di quei beni che lo hanno reso grande agli occhi del mondo. Chi governa questo Paese, dice ai propri cittadini che tutto va per il meglio. Ma quale sia il significato della parola  “Meglio”, non è più tanto chiaro! Quello che, invece, è chiaro e constatabile, è che continuiamo ad essere sommersi da un sempre più crescente numero di stranieri, che si sono impossessati di ogni spazio libero delle nostre città, grazie alla forza della massa. Giungono nelle nostre coste in preda alla disperazione, ma appena mettono piede sul suolo nazionale, cominciano ad avanzare le più disparate pretese, senza nemmeno provare a ringraziare per quel che gli viene offerto con tanti sacrifici.

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Vengono smistati in centri d’accoglienza in attesa di una sistemazione definitiva, di essere trasferiti in altri paesi o di essere rimpatriati, ma nel frattempo è possibile vederli girare in branchi per le vie delle città, totalmente indisturbati, nonostante dovrebbero essere sorvegliati a vista ed impossibilitati a muoversi come normali turisti. A proposito di questo, lo scrivente si chiede dove prendano il denaro che gli consente di fare acquisti e muoversi sui mezzi pubblici, ed è dubbioso sul come venga gestita la questione umanitaria. Domande più che lecite, se si pensa che questo tipo di aiuti costa parecchio denaro, e che quel denaro proviene dalle tasche di quegli stessi cittadini che lo Stato tartassa senza tregua, fino a costringerli all’insano gesto.

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A questo punto, fatemi capire a che gioco stiamo giocando, perché la storia sta rasentando il ridicolo. Il cittadino non ha alcuna possibilità di difendere ciò che ha costruito nel corso degli anni, e con grandi sacrifici, perché se non riesce a pagare le tasse, lo Stato gli può togliere tutto senza considerare il fatto che potrebbe aver perso la possibilità di guadagnare del denaro o addirittura non riuscire a garantire il suo stesso sostentamento, mentre, a chi scende da quelle barche si garantisce un tetto provvisorio, un pasto caldo, un po’ di denaro per divertirsi ed infine l’integrazione? Se questo è il giusto modo di agire in nome dell’aiuto umanitario, allora c’è qualcosa di tremendamente marcio, ed appare sempre più evidente che questo Paese alletti alcune menti eccelse, e che queste stanno tentando di annientare la nostra cultura con ogni mezzo a loro disposizione, per renderci un piatto facilmente masticabile ai denti degli squali che attendono pazientemente di banchettare. Ma la cosa che colpisce più l’occhio, è che i cittadini hanno smesso di fare resistenza e che l’aria di abbandono aleggia in tutte le città di questo Stato, dando modo allo straniero di approfittare dell’occasione per acquistare proprietà con pochi spiccioli e senza che debba preoccuparsi delle numerose leggi di questo Stato, valide esclusivamente per i propri cittadini. Cittadini che hanno cominciato a sentirsi stranieri in casa propria.

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E’ possibile che i capoccioni alla guida di questo Paese, non abbiano previsto a cosa andiamo incontro, se continuiamo ad accettare un numero sempre più elevato di stranieri? Hanno pensato al fatto che, comunque, questa gente avrà bisogno di una casa, di un lavoro e di sostentamento, generando un serio problema per i cittadini che si trovano nelle stesse condizioni? Come pensano di contrastare questa invasione di massa che potrebbe comportare anche un problema sotto l’aspetto sanitario, se non controllato adeguatamente? Le domande sono tante e lo scrivente si augura che le risposte possano essere trovate prima di giungere ad una guerra tra poveri per la propria sopravvivenza, che ci porterebbe a dover rimarginare le profonde ferite, causate da questo modo scellerato di interpretare le parole: “aiuto umanitario”. L’articolo non vuole essere un invito all’odio razziale, rappresenta uno sfogo del tutto personale dell’autore ed un invito alla riflessione, affinché si possano trovare le giuste soluzioni per una sana convivenza ed integrazione tra le razze.

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